exploring the aesthetics of sound
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il glitch è morto? (ri)viva il glitch!

novembre 28th, 2006 | Posted by tdc in reviews - (0 Comments)

(etre)
“A Post-Fordist Parade in the Strike of Events”
(CD, Baskaru, 2006)

La rigenerazione delle produzioni glitch, il superamento dell’autoreferenzialità della manipolazione digitale del suono legata al concetto di errore/disomogeneità, la ricerca di alternative alla consunzione di un’estetica convenzionale ed abusata, figlia degli anni novanta. Sono queste le coordinate entro le quali si muovono una serie di produzioni naturalmente figlie dell’era post-fennesziana, quella inaugurata cioè da una chimica altra del suono elettronico, legata alla ricerca di sentieri meno scabri, dal sapore armonico.
A Post-Fordist Parade in the Strike of Events è un lavoro radicato in questo scenario neoglitch, corroborato da una vena erudita e visionaria.
Ecco la risacca dronica in Anatomy Of This Faded Flower (For Sarah Kane), una sorta di Vaihtovirta ctonia, gli echi trance L.A. in From the Parallel Line, Before and After Me (for Faust), la pellicola malata jodorowskiana in Dogs from my Childhood: Multiple White (for Thomas Hirschhorn), lo sci-fi psichedelico in Naturalist Tokyo 3.0 (for Michel Houellebecq), l’anthem panico-spaziale nella chiosa When You Cry For The First Time On This Earth (For Antonio Moresco).
Album spiazzante ed ironico, A Post-Fordist Parade in the Strike of Events è l’approdo naturale che porta a maturazione le intuizioni sviluppate precedentemente nella fase prodromica di ricerca rumoristica dell’autore.
Altri segnali rassicuranti (e futuribili) nella mappa della sperimentazione elettronica italica.

novembre 2006

novembre 27th, 2006 | Posted by tdc in playlist - (0 Comments)

Deathprod, “Imaginary Songs from Tristan da Cunha”
Luciano Cilio, “Dell’Universo Assente”
Benoît Pioulard, “Précis”
Midori Hirano, “LushRush”
OOIOO, “Taiga”
Xela, “The Dead Sea”
Motorpsycho, “Blissard”
Tim Hecker, “Harmony in Ultraviolet”
Joanna Newsom, “Ys”
Pere Ubu, “Why I Hate Woman”

(new) music for egon schiele

novembre 19th, 2006 | Posted by tdc in reviews - (0 Comments)

Midori Hirano
“LushRush”
(CD, Noble, 2006)

Malinconico collage autunnale, LushRush è il primo full-lenght di Midori Hirano, giapponesina di Kyoto alla seconda prova, dopo un ep in edizione limitatissima (Poet at the Piano, stampato in cd-r due anni or sono dalla lussemburghese Soundzfromnowhere), questa volta licenziato dalla conterranea Noble, vero e proprio scrigno di piccoli gioielli sommersi (i bozzetti adamantini di Gutevolk, il folk ipnotico dei Tenniscoats, le finissime tessiture glitch-pop di Kazumasa Hashimoto). Nelle tenui architetture sonore di Midori si intrecciano pianoforte, viola (Eriko Teshima), voce ed altri radi inserti strumentali ed ambientali, in un potage elettroacustico che traspira uno spleen crepuscolare ed atarassico, dove si mescolano yin e yang e tracce di paesaggi naturalistici flebili e colorati: tersi meriggi campestri (la title track), melanconie kitaniane (Calling), voci sommesse e fiochi fruscii metallici (Secret Aria), soffici loop e balocchi vocali (Inori).
LushRush è un quadretto appartato, un soundscape onirico in armonico equilibrio tra frammentarietà e slanci orchestrali cameristici à la Rachel’s, tra squarci neoromantici ed intimismo visionario.
Tra le prove più promettenti e significative della piccola new wave elettroacustica made in Japan, foriera di sviluppi futuri intriganti (in cima alla lista, il primo lavoro di Cokiyu).
Ma questa è un’altra storia.