exploring the aesthetics of sound
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ripensando al 2006

dicembre 26th, 2006 | Posted by tdc in playlist - (0 Comments)

Il disco dell’anno è, come anticipato, Cho Oyu 8201 m – Field Recordings From Tibet di Geir Jenssen.
Menzione d’onore per Evangelista di Carla Bozulich: apocalittico, ieratico, toccante. Ma anche per Touch Three di Phill Niblock, purissima esplorazione delle dinamiche metafisiche e minimali dello spettro acustico.
Il live dell’anno è datato 1 maggio: Motorpsycho al FritzClub di Postbanhof, Berlino. L’alone quasi mitico che avvolge i live act della band di Trondheim non può rendere sufficientemente l’idea della devastante carica psichedelica sprigionata durante la performance.
Il film dell’anno è Coeurs di Alain Resnais, sontuosa elegia dell’incomunicabilità, indagine amara ed emozionante delle piccole fatalità dell’esistenza.
Sugli altri film in lista, in particolare quelli di Lynch e Kurosawa, spero di poter tornare presto in maniera approfondita.
In sintesi:

la top ten audio:

Geir Jenssen, “Cho Oyu 8201 m – Field Recordings From Tibet” (Ash International)
Carla Bozulich, “Evangelista” (Constellation)
Phill Niblock, “Touch Three” (Touch)
Joanna Newsom, “Ys” (Drag City)
Christina Carter, “Electrice” (Kranky)
Agf & Sue C, “Mini Movies” (Asphodel)
Xela, “The Dead Sea” (Type)
Shogun Kunitoki, “Tasankokaiku” (Fonal)
Scott Walker, “The Drift” (4AD)
Tim Hecker, “Harmony in Ultraviolet” (Kranky)

la top five dei film:

“Coeurs” di Alan Resnais
“Inland Empire” di David Lynch
“Sakebi” di Kiyoshi Kurosawa
“Sang Sattawat” di Apichatpong Weerasethakul
“Sanxia Haoren” di Jia Zhang Ke

only krishna and I

dicembre 24th, 2006 | Posted by tdc in reviews - (0 Comments)

Geir Jenssen
“Cho Oyu 8201 m – Field Recordings From Tibet”
(CD, Ash International, 2006)

Sarà che Geir Jenssen/Biosphere è in assoluto uno dei musicisti che di più amo, sarà che l’attesa per questo lavoro è stata progressivamente dilatata dalle anticipazioni che lo stesso Geir mi aveva fatto quest’estate, quando ho avuto la fortuna di averlo ospite ad Interferenze, ma questo lavoro dal mood esistenziale suona come un capolavoro di diafana bellezza e non posso esimermi dall’indicarlo come il disco dell’anno, una spanna al di là di tanta fuffa discografica apologizzata ed incensata dalle redazioni delle riviste specializzate.
Semplicemente, perché si parla di un’esperienza di ascolto immanente, panica, altra.
L’impresa, raccontata parallelamente per immagini e parole, come un diario, nel finissimo artwork e sul sito di Geir, è la scalata della sesta vetta più alta del mondo, posta a 20 km dall’Everest, al confine tra Nepal e Tibet, il Cho You appunto.
E’ questo il teatro di un incredibile viaggio nella doppia dimensione della materia e dell’inconscio, alla ricerca del limite, nell’abbraccio totale con la natura.
Là, dove l’aria è rarefatta all’estremo, si dipana la celluloide sonora che isola frammenti di straordinaria intensità e suggestione, in un tutt’uno di field recordings e spezzoni acustici di un film virato di solitudine e bellezza.
Il rumore del respiro nella maschera d’ossigeno, i suoni captati nella radio ad onde corte, il sottofondo abissale della montagna sterminata, il volo a spasmi degli uccelli, i campanelli tibetani lontani, le voci cantilenanti dei pastori, infine il silenzio captato nel vuoto della tenda: fotogrammi di una sequenza mozzafiato, in un turbine psichedelico di sensazioni ed immagini.
Si rimane prigionieri dell’ascolto, alla fine, persi nell’immaginazione, nell’astrazione, nel vuoto.

dicembre 2006

dicembre 20th, 2006 | Posted by tdc in playlist - (4 Comments)

Geir Jenssen, “Cho Oyu 8201m – Field Recordings From Tibet”
Deerhunter, “Cryptograms”
Christina Carter, “Electrice”
KTL, s/t
Melodium, “Music for Invisible People”
Robert Henke, “Layering Buddha”
Pan American “For Waiting, for Chasing”
Erase Errata, “Nightlife”
Thom Yorke, “The Eraser”
Carla Bozulich, “Evangelista”