Laub, “Deinetwegen”
Alva Noto, “Xerrox Vol.1”
Deerhunter, “Cryptograms”
Pole, “Steingarten”
Throbbing Gristle, “Part Two – The Endless Not”
John Cage, “Postcards From Heaven”
Arve Henriksen, “Strjon”
Kuupuu, “Unilintu”
A Sunny Day in Glasgow, “Scribble Mural Comic Journal”
Savage Republic, “Siam”
E’difficile rimettere insieme sensazioni, pensieri, immagini di questo breve viaggio a Delhi.
Forse basterebbe iniziare dalla fine, dall’immersione profonda nei gangli della città vecchia, per un giorno a contatto con la gente delle strade pregne di odori e brulicanti di vita vera.
Deep down in Old Delhi.
Qualche frame più dietro, l’ebbrezza dell’Holi Party. La parata del Doors of Perception. L’irreale quiescenza del Global Arts Village.
Infine l’arrivo, tra le baracche e l’odore di bruciato.
Non è semplice trovare un collegamento in tutto questo.
Semplicemente, non esiste?
Infernale Delhi.
Sciami di folla per le strade. Lamiere, fango, palazzi in costruzione.
Miseria e new economy.
Al Doors of Perception viviamo protetti, blindati, avulsi da tutto ciò che accade all’esterno.
Siamo a Delhi, ma potremmo essere rinchiusi in un qualsiasi luogo a Bangkok, New York, Melbourne o Londra.
Ieri la nostra presentazione al British Council, oggi la sequela di conferenze del Doors of Perception, domani l’Holi Party.
In attesa di evadere dall’acquario.
