E’ finito il Mutek, al Parc Jean-Drapeau, in un bagno di folla e dancefloor.
Ho trascorso le ultime ore vagando senza meta, di notte, tra i grattacieli e la città vecchia.
La distesa urbana deserta, l’odore caldo dei ricicli degli aeratori, il ronzio cavo ed impercettibile della città sotterranea dormiente.
Je suis Montréal.
Siamo al terzo giorno di Mutek: dopo il digital kitsch di martedì, il dubstep martellante di ieri, il live (più o meno) cinema di A/Visions, questa sera ambient e, soprattutto, le asiatiche d’assalto.
Da domani, microhouse e poi techno a volontà.
