ars imitatio naturae

Posted on lunedì 16 aprile 2007

Nonostante nell’ultimo decennio si sia manifestato un progressivo inaridimento di alcuni dei canali portanti della ricerca estetica legata all’A-life, che aveva febbrilmente segnato gli anni novanta, risulta ancora vivido il fascino esercitato dall’universo dei sistemi artificiali, strettamente interconnessi alle dinamiche dell’imprevedibilità, dell’interazione, della mimesi.
E’ una sorta di ritorno alla dimensione protagorea, all’arte come imitatio naturae, sottendendo la naturalezza generativa degli algoritmi adoperati, alla ricerca dei congegni vitali utili a sviluppare concetti e modelli nuovi.
Mitchell Whitelaw ha parlato a tal proposito di “metacreazione”, come capacità di intessere un sistema autarchico di norme e strutture di base, che trascenda la realizzazione di opere definite e permanenti, affermandosi a tutti gli effetti come medium tra la fase creativa e quella effettuale.
La questione è indubbiamente complessa e se ne potranno approfondire dinamiche metodologiche ed estetiche leggendo per esempio le riflessioni sparse di Philip Galanter, Mitchell Whitelaw, Tjark Ihmels/Julia Riedel, Inke Arns, Domenico Quaranta.
Dal triplice rapporto estetica/natura/codice, che diventa vera e propria chiave di volta ermeneutica delle pratiche legate all’arte generativa, scaturisce un sistema di valori che si risolve nella duplice dimensione forma/conoscenza: l’estetica generativa come mimesi dei processi naturali e metafora della cognizione del reale: come ricorda Galanter, “the generative artist can remind us that the universe itself is a generative system. And through generative art we can regain our sense of place and participation in that universe”.
Estetica pittorico-algebrica, potenza visiva, lirismo postorganico, come nei lavori di Alessandro Capozzo (le tenui arborescenze della serie Flora Variations, l’esangue artificialità di Exuvia) o di Lia (il minimalismo liquido in O.I.G.C., le florescenze ipnotico-archetipiche in Mira), tra i più brillanti artefici di visual design applicato alle pratiche generative, ovvero metacreativi sospesi tra naturale e reale.

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