Mesogheia/Mediaterrae.
A dodicimila metri di altezza, rivedo nel buio i paesaggi circolari ed astratti dell’Irpinia.
Come una pellicola opalescente.
Ritorno alle gradazioni tonali, ai volti, alle voci, agli sguardi sfocati nel silente gelo notturno.
Le linee tormentate di Verteglia, le esalazioni ctonie della Mefite, l’irraggiungibile visione di Cairano, l’ineffabile discrezione di Nusco, gli scorci palustri della diga di Conza, le distese lunari dell’Ofantina, verso Calitri.
Immagini e suoni oltre.
Da qui, lontano.
ma trovarsi una fatica proprio no eh?
Simeò, lo sai bene che a noi la fatica non piace…
…Evè?!?
la fatica e’ la dannazione dell’umanita’, la causa del capitalismo, il problema dei miei mal di testa…eppure fatico…vedi come sono fesso!