per un database di sapori antichi del territorio

Posted on domenica 18 marzo 2007

Oasis Sapori Antichi
Vallesaccarda (Av)
Via Provinciale, 4/8/10
tel. 082797444
www.oasis-saporiantichi.it

Scegliamo una fredda serata di febbraio per la prima visita in assoluto da Oasis.
Intirizziti dal ghiaccio dei tornanti prima di entrare in paese, ci sciogliamo all’ingresso del locale, accolti dalle linee lievemente sussiegose del design interno e da un servizio garbato e praticamente inappuntabile. La famiglia Fischetti ha reso questo luogo un must per i viaggiatori gourmet alla ricerca dei sapori intensi della cucina campana, in un’intersezione del gusto che è naturale incrocio per una cucina di territorio liminare, tra Irpinia, Basilicata e Puglia.
Decidiamo di sondare a fondo la rilettura aggiornata delle tradizioni culinarie proposte, optando per un menu degustazione ed affidandoci completamente a quanto consigliato da uno dei cinque fratelli, responsabile di sala al momento.
Dopo l’aperitivo (Prosecco di Valdobbiadene S.Margherita), il benvenuto è in una pralina di ricotta e bietole con guazzetto di carciofi: l’inizio sembra promettente, in sintonia con la cucina di tradizione che era lecito attendersi.
Proseguiamo con gli antipasti: ricottina di fuscella, lardo irpino e prosciutto di cantina, arrosto di maiale con verdure di stagioni e formaggio dolce; passata di cicerchie con baccalà gratinato. Nessun volo pindarico, nessun particolare lavorìo di rielaborazione, ma ottima qualità di base delle materie ed esecuzione di certificato equilibrio.
L’impatto con i primi non è entusiasmante: laccettini con carciofi di Pietrelcina, salsiccia pezzente affumicata e salsa di caciocavallo, un piatto deludente e stranamente scialbo, nella carenza di amalgama e profondità dei sapori. La portata successiva contribuisce in qualche modo a riequilibrare il giudizio:  ravioli, ripieni di burrata ed erbette, con tartufo nero di Bagnoli Irpino: piatto sapiente e davvero ben bilanciato, a sancire il meltin’pot gastronomico d’“incrocio” regionale.
Poi, filetto di maiale con purè di patate affumicati al legno di faggio e mosto cotto di aglianico, assemblato con carattere, decisamente “rustico” e forte nel contrasto.
Il finale, non potrebbe essere altrimenti, è ancora nel segno della sobrietà: mousse di fragole con granelle di nocciole e cannolo di sfogliatella con mousse di nocciole e vin cotto.
Nota di merito per la cantina, ben calibrata nelle selezioni, ampia e dai ricarichi molto onesti: abbiamo optato per un Taurasi Radici 2000 di Mastroberardino (riserva), un gran classico dell’enologia irpina: finissimo, vellutato e di robusta struttura.
Il bilancio finale è nel complesso positivo: ad una cucina di tradizione solida e ben congegnata, anche se non di grande ricerca, corrisponde un rapporto qualità-prezzo davvero eccellente. Siamo in un locale stellato Michelin, che fa parte anche del circuito Jeunes Restaurateurs d’Europe, ed alla fine spendiamo in due 135 euro.
Il servizio è accurato senza essere invadente, i piatti sono semplici, gli ingredienti “poveri”, la filiera di approvvigionamento fornitori di ottimo livello, per una cucina di presentazione del territorio che è ormai una garanzia e, bisogna dirlo, una piacevole eccezione.

No comments have been added to this post yet.

Lascia un commento

(obbligatorio)

(obbligatorio)


Information for comment users
Line and paragraph breaks are implemented automatically. Your e-mail address is never displayed. Please consider what you're posting.

Use the buttons below to customise your comment.


RSS feed for comments on this post | TrackBack URI