exploring the aesthetics of sound
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Durante una conversazione* avuta qualche giorno fa con Salomé Voegelin, autrice di uno dei contributi recenzioni più significativi intorno alla sound art, “Listening to Noise and Silence: Towards a Philosophy of Sound Art“, ho avuto modo di scambiare con la teorica svizzera una serie di battute sul mio progetto Suoni dal confine, focalizzato sull’esplorazione degli spazi liminari e dei luoghi abbandonati (quelli appartenenti al cosiddetto “terzo paesaggio”, secondo la definizione di Gilles Clément) attraverso il suono.

A proposito dei luoghi abbandonati, e delle sperimentazioni compiute su di essi da artisti come Peter Cusack, Salomè ha parlato di come “la registrazione di suoni o l’esplorazione fonografica di luoghi abbandonati e marginalizzati producono un senso diverso dei luoghi, in termini di una costruzione sociale e politica”. Si tratta di un punto di vista particolarmente interessante, specie se riferito all’approccio multidisciplinare a partire dal quale Suoni dal confine nasce.

L’evento inaugurale di Suoni dal confine si è svolto nel mese di maggio dello scorso anno presso lo Spazio Thetis (Fondazione Thetis) dell’Arsenale di Venezia, con la partecipazione di Enrico Coniglio e Yasuhiro Morinaga. Il secondo episodio del progetto avrà luogo dall’8 al 15 luglio prossimi nell’area del Partenio, in Irpinia. Ulteriori informazioni presto sulle pagine di questo blog.

Di seguito, il documentario dell’evento tenutosi a Venezia, in streaming su Vimeo:

*La versione completa dell’intervista a Salomè Voegelin verrà pubblicata sul numero di marzo di Blow-Up, all’interno della rubrica Inframedia.