exploring the aesthetics of sound
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Author Archives: tdc

Lo scorso weekend si è concluso Connecting Worlds, evento che ha segnato il nuovo inizio delle attività dell’NTT InterCommunication Center [ICC] di Tokyo.
Il focus della mostra è stato centrato sul concetto di comunicazione indagato come commutazione di flussi di informazioni tra individui ed altre entità, esplorando le possibilità creative offerte dai nuovi contesti ambientali nell’era delle reti.
Alessandro Ludovico, presente all’evento insieme a Paolo Cirio con il progetto GWEI – Google Will Eat Itself, ha parlato a tal proposito di una “nube di input e output di dati che ci circonda a vari gradi di densità” che “si sta trasformando in una sorta di organismo invisibile. E l’eterna traduzione che avviene fra diversi tipi di dati può essere immaginata con un ‘babel fish’ funzionante nell’oceano di segnali e segni interscambiati”.
Una babele di informazioni, codici e media nella quale gli artisti impegnati hanno costruito percorsi, letture e visioni attraverso la manipolazione di suoni (Vexations di Mohri Yuko e Mihara Soichiro, generatore interattivo di spartiti costruito sull’opera di Satie), informazioni web (On-Chat Portrait di Tano Taige, dove l’artista disegna ritratti sulla scorta delle informazioni ricevute in chat dai clienti), videogiochi e realtà virtuale (Object B degli Exonemo, installazione interattiva digital-meccanico-macchinica).
Yukiko Shikata, curatrice dell’evento, è tra delle figure di maggiore rilevanza nell’ambito della critica estetica legata ai nuovi media in ambito internazionale. Già impegnata in importanti progetti presso il Mori Art Museum di Tokyo ed il Canon ARTLAB, attualmente è curatrice all’ICC ed ha lavorato, tra gli altri, con Rafael Lozano-Hemmer, Christian Moeller e Mischa Kuball.

PS Yukiko Shikata sarà al PAN di Napoli il 14 e 15 dicembre, in occasione del primo International Forum on Documentation and Contemporary Languages, forum internazionale dei centri di documentazione: proiezioni, tavole rotonde e presentazioni di ricerche da parte di studiosi e rappresentanti di 32 tra i maggiori musei e archivi del contemporaneo di tutto il mondo.

il glitch è morto? (ri)viva il glitch!

novembre 28th, 2006 | Posted by tdc in reviews - (0 Comments)

(etre)
“A Post-Fordist Parade in the Strike of Events”
(CD, Baskaru, 2006)

La rigenerazione delle produzioni glitch, il superamento dell’autoreferenzialità della manipolazione digitale del suono legata al concetto di errore/disomogeneità, la ricerca di alternative alla consunzione di un’estetica convenzionale ed abusata, figlia degli anni novanta. Sono queste le coordinate entro le quali si muovono una serie di produzioni naturalmente figlie dell’era post-fennesziana, quella inaugurata cioè da una chimica altra del suono elettronico, legata alla ricerca di sentieri meno scabri, dal sapore armonico.
A Post-Fordist Parade in the Strike of Events è un lavoro radicato in questo scenario neoglitch, corroborato da una vena erudita e visionaria.
Ecco la risacca dronica in Anatomy Of This Faded Flower (For Sarah Kane), una sorta di Vaihtovirta ctonia, gli echi trance L.A. in From the Parallel Line, Before and After Me (for Faust), la pellicola malata jodorowskiana in Dogs from my Childhood: Multiple White (for Thomas Hirschhorn), lo sci-fi psichedelico in Naturalist Tokyo 3.0 (for Michel Houellebecq), l’anthem panico-spaziale nella chiosa When You Cry For The First Time On This Earth (For Antonio Moresco).
Album spiazzante ed ironico, A Post-Fordist Parade in the Strike of Events è l’approdo naturale che porta a maturazione le intuizioni sviluppate precedentemente nella fase prodromica di ricerca rumoristica dell’autore.
Altri segnali rassicuranti (e futuribili) nella mappa della sperimentazione elettronica italica.

novembre 2006

novembre 27th, 2006 | Posted by tdc in playlist - (0 Comments)

Deathprod, “Imaginary Songs from Tristan da Cunha”
Luciano Cilio, “Dell’Universo Assente”
Benoît Pioulard, “Précis”
Midori Hirano, “LushRush”
OOIOO, “Taiga”
Xela, “The Dead Sea”
Motorpsycho, “Blissard”
Tim Hecker, “Harmony in Ultraviolet”
Joanna Newsom, “Ys”
Pere Ubu, “Why I Hate Woman”