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	<title>imaginary words from tristan da cunha</title>
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	<description>exploring the aesthetics of sound</description>
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		<title>suoni dal confine: l&#8217;esplorazione degli spazi liminari e dei luoghi abbandonati attraverso il suono</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:05:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[the aesthetics of sound]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante una conversazione* avuta qualche giorno fa con Salomé Voegelin, autrice di uno dei contributi recenzioni più significativi intorno alla sound art, &#8220;Listening to Noise and Silence: Towards a Philosophy of Sound Art&#8220;, ho avuto modo di scambiare con la teorica svizzera una serie di battute sul mio progetto Suoni dal confine, focalizzato sull&#8217;esplorazione degli &#8230; <a href="http://www.tristandacunha.it/2012/suoni-dal-confine-lesplorazione-degli-spazi-liminari-e-dei-luoghi-abbandonati-attraverso-il-suono.html">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante una conversazione* avuta qualche giorno fa con <a href="http://www.salomevoegelin.net" title="Salomé Voegelin" target="_blank">Salomé Voegelin</a>, autrice di uno dei contributi recenzioni più significativi intorno alla sound art, &#8220;<a href="http://www.continuumbooks.com/books/detail.aspx?BookId=134270&#038;SubjectId=1381&#038;Subject2Id=1712" title="Listening to noise and silence: towards a philosophy of sound art" target="_blank">Listening to Noise and Silence: Towards a Philosophy of Sound Art</a>&#8220;, ho avuto modo di scambiare con la teorica svizzera una serie di battute sul mio progetto <em><a href="http://www.leandropisano.it/Suoni-dal-confine-1?lang=it" title="Suoni dal Confine" target="_blank">Suoni dal confine</a></em>, focalizzato sull&#8217;esplorazione degli spazi liminari e dei luoghi abbandonati (quelli appartenenti al cosiddetto &#8220;terzo paesaggio&#8221;, secondo la definizione di Gilles Clément) attraverso il suono. </p>
<p>A proposito dei luoghi abbandonati, e delle sperimentazioni compiute su di essi da artisti come Peter Cusack, Salomè ha parlato di come &#8220;la registrazione di suoni o l&#8217;esplorazione fonografica di luoghi abbandonati e marginalizzati producono un senso diverso dei luoghi, in termini di una costruzione sociale e politica&#8221;. Si tratta di un punto di vista particolarmente interessante, specie se riferito all&#8217;approccio multidisciplinare a partire dal quale <em>Suoni dal confine</em> nasce. </p>
<p>L&#8217;evento inaugurale di <em>Suoni dal confine</em> si è svolto nel mese di maggio dello scorso anno presso lo <a href="http://www.thetis.it/spazio-thetis/eventi.html" title="Spazio Thetis Venezia" target="_blank">Spazio Thetis</a> (Fondazione Thetis) dell&#8217;Arsenale di Venezia, con la partecipazione di <a href="http://www.enricoconiglio.com/" title="Enrico Coniglio" target="_blank">Enrico Coniglio</a> e <a href="http://www.yasuhiromorinaga.com" title="Yasuhiro Morinaga" target="_blank">Yasuhiro Morinaga</a>. Il secondo episodio del progetto avrà luogo dall&#8217;8 al 15 luglio prossimi nell&#8217;area del Partenio, in Irpinia. Ulteriori informazioni presto sulle pagine di questo blog.</p>
<p>Di seguito, il documentario dell&#8217;evento tenutosi a Venezia, in streaming su Vimeo:</p>
<p><embed src="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=33637847" quality="best" scale="exactfit" width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash"></embed></p>
<p>*La versione completa dell&#8217;intervista a Salomè Voegelin verrà pubblicata sul numero di marzo di <a href="http://www.blowupmagazine.com/" title="Blow Up magazine" target="_blank">Blow-Up</a>, all&#8217;interno della rubrica <em>Inframedia</em>.</p>
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		<title>tra sound design ed indagine dei processi di trasformazione del cibo attraverso il suono: sara lenzi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:53:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[interviews]]></category>
		<category><![CDATA[the aesthetics of sound]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello scorso mese di settembre, in occasione della diciassettesima edizione di ISEA tenutasi ad Istanbul, ho avuto modo di presentare un paper focalizzato, dal punto di vista teorico e curatoriale, sul lavoro che ho condotto negli ultimi anni intorno alla relazione tra cibo ed estetica del suono. Tra i lavori analizzati in questo contributo, che &#8230; <a href="http://www.tristandacunha.it/2012/tra-sound-design-ed-indagine-dei-processi-di-trasformazione-del-cibo-attraverso-il-suono-sara-lenzi.html">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nello scorso mese di settembre, in occasione della diciassettesima edizione di <a href="http://isea2011.sabanciuniv.edu/" title="ISEA 2011 Istanbul" target="_blank">ISEA</a> tenutasi ad Istanbul, ho avuto modo di presentare <a href="http://isea2011.sabanciuniv.edu/paper/food-side-sound-aesthetics" title="The food side of sound aesthetics" target="_blank">un paper</a> focalizzato, dal punto di vista teorico e curatoriale, sul lavoro che ho condotto negli ultimi anni intorno alla relazione tra cibo ed estetica del suono. Tra i lavori analizzati in questo contributo, che verrà pubblicato a breve nel volume contenente gli atti, c’è <a href="http://www.foodfrequency.it/" title="Foodfrequency" target="_blank">Foodfrequency</a>, progetto recentemente assemblato in team da Sara Lenzi e Marco Galardi (sound design), Michael Byrne (suono), Giulia Massimiani (chef) e Giulio Bettarini (oste). Ne approfitto dunque per rilanciare in questa sede la versione integrale (ed aggiornata) di una breve intervista realizzata proprio con Sara Lenzi qualche mese fa.<br />
Sara proviene dalla fucina di Tempo Reale a Firenze e, parallelamente all’attività di  sound artist e compositrice elettroacustica, ha fondato l’agenzia di product sound design <a href="http://www.loreleiproject.com/" title="Lorelei project" target="_blank">Lorelei</a>. Da qualche anno, inoltre, affianca Gianpaolo D’Amico nel progetto  <a href="http://www.soundesign.info/" title="Soundesign.info" target="_blank">Soundesign.info</a>, blog di riferimento nell’ambito del sound/video design. </em></p>
<p>-Cominciamo da una breve presentazione del tuo background in termini di formazione ed approccio al suono.</p>
<p>Mi sono avvicinata alla musica con lo studio del pianoforte, a sette anni. Mi sono formata principalmente al conservatorio dove ho proseguito lo studio del piano e poi del sassofono. Quello che oggi è il mio lavoro viene però dall&#8217;incontro con la musica elettronica, sempre al Conservatorio di Bologna, sotto la guida di Lelio Camilleri. Mi sono poi specializzata a Tempo Reale a Firenze, il centro di ricerca sul suono fondato da Luciano Berio, una seconda famiglia per me. Anche se in realtà, sull&#8217;approccio al suono che oggi porto avanti hanno influito moltissimo anche i miei studi di filosofia. Il tentativo è quello di indagare la natura del suono. Fin dall&#8217;inizio mi ha affascinato l&#8217;idea di poter &#8220;congelare&#8221;, attraverso la registrazione, la nature instabile di un suono, e poterlo trasformare in qualcos&#8217;altro agendo sulla sue caratteristiche fisiche più profonde. Oggi quello che mi affascina di più è la consapevolezza che la fisicità del suono vince sempre al di là di qualsiasi nostra manipolazione. Alla fine la &#8220;natura sonora&#8221; come dice Parmegiani emerge sempre e nonostante le manipolazioni che possiamo applicare. Oggi mi interessa molto di più questo principio e modifico i miei suoni molto poco. Registro quasi tutti i suoni che utilizzo dal mondo reale. Mi interessano soprattutto i suoni naturali, i vasti paesaggi come i suoni molto &#8220;piccoli&#8221;, prodotti dalla manipolazione di piccoli oggetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://farm4.staticflickr.com/3620/3677571717_a8f2a68f64_o.jpg"><img title="photo Andreas Caranti" src="http://farm4.staticflickr.com/3620/3677571717_a8f2a68f64_o.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Sara Lenzi a Castel Beseno, giugno 2009 (photo Andreas Caranti)</p></div></p>
<p>-Nelle pratiche estetiche contemporanee, la definizione “paesaggio sonoro” rappresenta un elemento talvolta abusato, fino a diventare un vero e proprio stereotipo stilistico. Qual è il significato che attribuisci ad esso?</p>
<p>Il paesaggio sonoro è la mia principale fonte di suoni. Il soundscape è per me una incessante fonte di informazione e soprattutto di emozione, imprescindibile tuttavia dal suo legame con gli altri sensi. Non si percepisce il paesaggio sonoro senza allo stesso tempo percepire luce, colori, odori, l&#8217;aria sulla pelle. Il mio approccio è quello di prestare costantemente attenzione ad ogni più piccolo suono con cui quotidianamente vengo in contatto, e cercare di fissarlo nella memoria codificandone il significato in relazione agli altri sensi.</p>
<p>-Qual è il tuo approccio alle pratiche di sound design?</p>
<p>Quando agiamo attivamente modificando il paesaggio sonoro, facciamo sound design. Il mio approccio ad esso verte soprattutto sullo spazio. Mi interessa indagare lo spazio sonoro inteso come rapporto del suono con lo spazio di ascolto. Allo stesso modo, quando lavoro sul suono dei prodotti o degli oggetti, mi interessa capire come lo spazio fisico dell&#8217;oggetto influisce sul suono che io progetto, come lo modifica attivamente.</p>
<p>-Ci sono scienziati, ingegneri, architetti o designer contemporanei che influenzano o hanno influenzato in qualche modo il tuo lavoro? </p>
<p>Mi interessa molto il lavoro di Bruno Munari nel design, e cerco di seguire i suoi consigli per quel che riguarda la progettazione, il metodo del sound design. In linea generale mi ha molto formato l&#8217;opera del filosofo Luciano Anceschi e il suo appello per un &#8220;ritorno alle cose&#8221;. Il mio lavoro cerca appunto, nel rapporto tra suono e oggetti del mondo reale, di ritornare alle cose superando l&#8217;acusmatica.</p>
<p style="text-align: justify;"><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.foodfrequency.it/wp-content/uploads/2012/01/Blog1.jpg"><img title="" src="http://www.foodfrequency.it/wp-content/uploads/2012/01/Blog1.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Foodfrequency</p></div></p>
<p>-Raymond Murray Schafer ha parlato di “schizophonia” in termini di separazione del suono dalla sua fonte, con specifico riferimento alle pratiche elettroacustiche. Credi sia possibile in qualche modo ristabilire un collegamento “ecologico” con la fonte sonora? </p>
<p>Assolutamente sì. Credo che l&#8217;affermarsi del sound design come pratica attiva di ripensamento e re-design dei suoni che ci circondano, dai prodotti e gli oggetti e gli spazi pubblici, vedrà un ritorno al rapporto con la fonte sonora. Anche nell&#8217;ambito ristretto della musica elettroacustica e della sound art credo che si sia esaurito il percorso della musica acusmatica. Il pubblico ha di nuovo bisogno della fisicità del rapporto tra il suono e la sua fonte, ecco infatti che assistiamo alla produzione di nuovi strumenti elettronici per la performance dal vivo che recuperino questo rapporto anche nel mondo del suono digitale.</p>
<p>-Qualche settimana fa sei stata in Malaysia, dove insieme a Marco Galardi hai avuto modo tra l’altro di collaborare a Pulau Pangkor con il giovane chef Haru dell’Island One Café, in una <a href="http://soundcloud.com/loreleisound/wokaholics-pangkor" title="WokAholics@Pangkor " target="_blank">sessione di registrazione di suoni</a> legata ai processi culinari locali. L’interesse per il suono degli ingredienti e dei processi del cibo è lo stesso già esplicitato in un progetto come Foodfrequency. Come descriveresti quest’esperienza nata lo scorso anno?</p>
<p>Foodfrequency è nato da un&#8217;idea di Marco Galardi approfondita poi assieme alla chef Giulia Massimiliani. Il mio contributo riguarda la ricerca che già stavo conducendo sulle interazioni tra i sensi, dalle sinestesie vere e proprie alle interazioni cross-modali sulla spinta degli studi del prof. Charles Spence di Oxford. Oltre a questo, Marco e io stavamo sperimentano possibili usi della registrazione binaurale e di conseguenza dell&#8217;ascolto tridimensionale in cuffia. In poche parole, Foodfrequency è una esperienza multisensoriale tra suono, cibo e vino. Si concretizza in cene vere e proprie, ma anche aperitivi e degustazioni. Gli ospiti vengono invitati a gustare i piatti mentre ascoltano suoni, sia in cuffia che in diffusione esterna. I suoni sono &#8220;disegnati&#8221; a seconda dei gusti (dolce, salato, ecc) e degli ingredienti, in modo da amplificarne le qualità percettive.</p>
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		<title>a seoul e hong kong per tre appuntamenti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 00:41:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[away from valley]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivo questo post dalla sala partenze dell&#8217;aeroporto di Hong Kong, mentre sono in attesa di un volo per Seoul, prima destinazione di un breve viaggio che trascorrerò tra Corea, Cina ed Hong Kong. In particolare, comincia proprio domani a Seoul il programma dei miei impegni scanditi tra conferenze e talk, che si articolerà secondo il &#8230; <a href="http://www.tristandacunha.it/2012/a-seoul-e-hong-kong-per-tre-appuntamenti.html">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo post dalla sala partenze dell&#8217;aeroporto di Hong Kong, mentre sono in attesa di un volo per Seoul, prima destinazione di un breve viaggio che trascorrerò tra Corea, Cina ed Hong Kong.<br />
In particolare, comincia proprio domani a Seoul il programma dei miei impegni scanditi tra conferenze e talk, che si articolerà secondo il seguente calendario:</p>
<p>4 gennaio, <a href="http://www.njpartcenter.kr/en/program/events/show.asp?id=144" target="_blank">Seoul @ Nam June Paik Art Center</a> (inizio ore 15 locali) &#8211; lecture;<br />
5 gennaio, <a href="http://www.nabi.or.kr/academy/current_read.nab?idx=270" target="_blank">Seoul @ Art Center Nabi</a> (inizio ore 16 locali) &#8211; lecture;<br />
7 gennaio, <a href="http://www.mad.asia/en/n-take-action/mad-west-kowloon/free-art-school" target="_blank">Hong Kong (West Kowloon) @ MaD Make A Difference 2012</a> &#8211; talk insieme a Yang Yeung, direttore di Soundpocket (titolo: &#8220;The Idea of the &#8220;Rural&#8221; – Placing Sound as Art &#8220;Outside the Place&#8221;; inizio ore 15 locali).</p>
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