Siamo al terzo giorno di Mutek: dopo il digital kitsch di martedì, il dubstep martellante di ieri, il live (più o meno) cinema di A/Visions, questa sera ambient e, soprattutto, le asiatiche d’assalto.
Da domani, microhouse e poi techno a volontà.
Le prime trentasei ore canadesi le ho trascorse tra Montréal e Québec.
Tra architetture coloniali e skyscrapers.
Orgoglio francofono ed impalpabile ruvidezza yankee.
Tutto è molto più europeo di quanto immaginassi.
Domattina comincia il Mutek.
E’difficile rimettere insieme sensazioni, pensieri, immagini di questo breve viaggio a Delhi.
Forse basterebbe iniziare dalla fine, dall’immersione profonda nei gangli della città vecchia, per un giorno a contatto con la gente delle strade pregne di odori e brulicanti di vita vera.
Deep down in Old Delhi.
Qualche frame più dietro, l’ebbrezza dell’Holi Party. La parata del Doors of Perception. L’irreale quiescenza del Global Arts Village.
Infine l’arrivo, tra le baracche e l’odore di bruciato.
Non è semplice trovare un collegamento in tutto questo.
Semplicemente, non esiste?
